Bail-In #Prelievoforzoso in Europa è meglio emigrare in un altro paese?

Bail-In / Prelievo forzoso Scopri alla fine come proteggerti da questa Rapina.

bail-in-prelievo-forzoso-conti-correntiDa oggi è ufficiale è entrato in vigore  il Bail-in in Europa (prelievo forzoso), ovvero la possibilità da parte delle Banche mettere la mani nei conti correnti dei risparmiatori  in caso di problemi di liquidità per scongiurare il fallimento.

Ma facciamo un passo indietro, ma che è potuto accadere che si arrivasse a questa follia?

Che cosa dicono i professori dell’economia nostrana?

Ad oggi i professori come il dott. Patueli giustificano tale provvedimento dicono che:

“ammontare complessivo di 800 miliardi di euro di aiuti alle banche dell’Eurozona in questi anni di crisi finanziaria, solo una piccolissima fetta riguarda l’Italia. La somma degli aiuti di stato, da quanto emerge dai dati Bce, rappresenta l’8% del Pil aggregato dell’area euro (con meno della metà, il 3,3% che al momento è stato restituito), mentre per quanto concerne l’Italia gli aiuti alle banche hanno rappresentato solo lo 0,1% del Pil.”

Mettiamo subito in chiaro che questo intervento di “Salvataggio”  è stato fatto sulla schiena degli stati membri dell’unione Europea che hanno stratassato i loro cittadini per salvare le banche private presenti nei vari stati.

il dott.Patueli continua:

“Gli elementi resi noti oggi dal Bollettino economico della Banca centrale europea rappresentano l’autorevole e documentata conferma di quanto stiamo sostenendo. Ora la credibilità delle banche italiane e della Vigilanza della Banca d’Italia hanno avuto il meritato e definitivo riconoscimento internazionale per gli sforzi sostenuti nei duri anni della crisi per favorire la ripresa”.

La ripresa di chi? Una ripresa che la vedono solo le banche.  La ripresa in Italia non si vede da molto tempo altrimenti perchè moltissimi italiani e aziende italiane se ne vanno all’estero?

Giustamente  il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli nel corso di un seminario tenuto presso l’associazione bancaria a Milano, ha precisato che in Italia non ci sono stati contributi a fondo perduto, ma i cosiddetto Tremonti-Monti bond con interessi del 10% da restituire, ma i danari sono comunque stati dati dallo stato Italiano alle banche per coprire il Buco.

In merito infine al recepimento anche da parte dell’Italia della direttiva Ue per la gestione dei salvataggi bancari, il cosiddetto bail-in, l’Abi rimarca come si provvederà a informare tutti i clienti sulla nuova normativa che permette alle società bancarie presenti in Europa di appropriarsi dei fondi dei loro correntisti.

Va in ogni modo ricordato al dott. Patueli che anche se costui afferma che:

“In Italia non ricordo fallimenti bancari negli ultimi decenni, dal 1993 a oggi, quindi confido e mi adopero perchè il bail-in non trovi applicazione concreta in Italia. Inoltre con nuovi requisiti patrimoniali, le banche sono decisamente più solide rispetto a qualche anno fa”.

Il caso del Monte dei Paschi di Siena è emblematico, anche perchè se non fosse intervenuto lo stato a salvare la storica banca sull’orlo del fallimento da una parte e l’operazione della stesa banca di “ammorbidire il debito” attraverso il rastrellamento di debitori sul mercato a sua volta sicuramente avrebbero chiuso i battenti il giorno dopo.

D’altronde la regione toscana non è nuova a questo tipo di esperienze  basta ricordare il primo fallimento di una banca al mondo accaduto proprio in Toscana nel 1300.

Nella storia della finanza ci sono dei momenti in cui non c’è limite al peggio. Proprio come negli anni ’30 del 1300, quando fallirono i due più importanti istituti di credito di allora, i banchi dei Bardi e dei Peruzzi, schiacciati rispettivamente da un debito di 900mila e 600mila fiorini.

Come mai? Re Edoardo III d’Inghilterra firma l’armistizio di Esplechin che sancisce il fallimento delle spedizioni contro la Francia, sovvenzionate dai fiorentini. Re Roberto di Napoli, preoccupato di questa mossa, ritira i suoi depositi presso i banchieri toscani, e come se non bastasse viene dichiarata la trasferibilità dei titoli di debito pubblico, che fa crollare il loro valore. Non solo: in quegli stessi anni le inondazioni e la peste bubbonica dimezzeranno la popolazione.

Quindi anche se per il Monte dei Paschi questa volta è andata “bene” alla banca attraverso il salvataggio di Stato,  come al solito è andata male ai correntisti, il carico del debito è caduto sulle casse dello Stato Italiano che poi in ultima analisi sono le tasche degli Italiani, la crisi economica continua a mietere vittime e l’immigrazione selvaggia non accenna a diminuire.

Nei giorni scorsi il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, ha rimarcato che l’introduzione del bail-in  comporterà probabilmente un aumento dei costi per le banche (che verranno fatti pagare ai correntisti come al solito) legato alle comunicazioni ai clienti sui possibili rischi che oggi corrono i loro danari versati presso le banche.

Va anche segnalato che Bankitalia ha ultimamente commissariato ben 15 banche nostrane.

 

E’ legale portare i soldi all’estero per sfuggire al prelievo forzoso?

 

Certamente, chiunque detiene del Danaro in una banca Europea ha tutto il diritto di portare denaro all’estero, sia in Europa che nel resto del mondo, l’importante é dichiararlo; ci sono 3 modi per portare denaro all’estero:

  • Portare denaro fisico in contanti con sé, quando si va all’estero ( ma sopra i 10.000 euro, va dichiarato in dogana)
  • Spedire denaro fisico in contanti. ( vale sempre la regola che va dichiarato a chi si spedisce in caso si superino i 10 mila euro, altrimenti si può incappare in pesanti sanzioni).
  • Fare un bonifico o un’altra operazione di trasferimento danaro all’estero tramite banca. In questo caso i soldi saranno tracciati automaticamente, come dice la legge.

Portare denaro in una delle tante banche dei paesi UE non ha grande senso, visto che tutti i paesi UE presto o tardi avranno tutti la stessa legislazione sul bail-in con in Italia, ma ha invece senso portare il danaro in stati dove il Bail In /prelievo forzoso non può arrivare.

Ma come funziona il trasferimento di danaro verso l’estero?

Come dicevamo, possiamo portare fuori Italia i soldi che vogliamo, l’importante è che se compriamo titoli , questi li mettiamo nel Nostro 730.

Basta aprire un conto corrente presso una banca all’estero e dall’Italia potremmo iniziare a fare versamenti.

Si può usare anche il canale di trasferimento usato da tanti migranti, circuiti come Western Union , che permettono, previa registrazione, di trasferire denaro in un altro paese.

Usarlo è semplicissimo: ci si iscrive al loro servizio, si spediscono soldi a Caio, il quale Caio dovrà recarsi presso il locale ufficio della Western Union munito del codice segreto identificativo con il quale potrà ritirare i soldi. Ovviamente bisognerà trovare l’azienda che offre il servizio migliore a costi più contenuti ( a volte possono essere veramente alti)

 

 

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