La SERBIA e’ un paese stabile con una economia in crescita

In questi ultimi anni la Serbia ha dimostrato una grande stabilità

scambi e incentivi fiscali e guadagni in serbiaAnche se l’esportazione di beni e servizi durante la prima metà del 2014 ha continuato a crescere in termini di euro con tassi a doppia cifra, l’economia in Serbia ha subito una contrazione; questo dopo che si è assistito ad una crescita trainata dalle esportazioni durante lo scorso anno.

Le importazioni nel 2014 sono difatti rimaste limitate a causa della debolezza della domanda interna, mentre gli investimenti diretti stranieri sono cresciuti leggermente in termini assoluti rispetto all’anno precedente, attestandosi su valori che restano tuttavia lontani dai livelli pre crisi.

Le pesanti alluvioni della scorsa primavera hanno colpito l’agricoltura e danneggiato i trasporti e, in particolare, le infrastrutture energetiche, compromettendo inevitabilmente la crescita nel breve periodo.

In seguito a tali eventi, diventa difficile pensare di continuare a restringere il disavanzo commerciale, visto il potenziale probabilmente inferiore delle esportazioni agricole e la forte necessità di importare energia.

Per quanto riguarda le spinte inflazionistiche invece, esse sono diminuite sia quest’anno che l’anno scorso. Si tratta di un effetto dovuto sicuramente ad una domanda più debole, ma anche alle conseguenze di una buona annata in agricoltura lo scorso anno, alla diminuzione dei prezzi globali delle merci ed alla relativa stabilità del dinaro nella gran parte del 2013 e 2014.

L’inflazione annuale ha rallentato fino al 2.1% nel luglio del 2014, livello al di sotto della fascia inferiore fissata come obiettivo dalla Banca Nazionale (di 4+/-1.5%).

Il premio per il rischio nella regione, come misurato dall’indice EMBI di JP Morgan, ha seguito un trend discendente da febbraio 2014 ed è declinato ulteriormente durante il secondo quadrimestre.

Oltre ai fattori globali, il crollo del premio per il rischio della Serbia è stato sostenuto dalle annunciate misure di consolidamento fiscale. Nonostante l’alluvione, esso ha continuato a diminuire durante tutto maggio e la prima metà di giugno, quando è crollato ai livelli di 220bp registrati ai primi di novembre del 2007.

Nel secondo quadrimestre del 2014, l’inflazione annuale si è attestata sotto il limite inferiore della fascia di tolleranza prestabilita. Essa è di fatti crollata all’ 1,3% a giugno, il suo valore più basso negli ultimi 50 anni.

Le costantemente basse pressioni inflazionistiche degli ultimi 18 mesi riflettono l’assenza di consistenti spinte al rialzo nei costi e di una forte domanda aggregata, evidenzando altresì le inferiori aspettative inflazionistiche e la relativa stabilità dei tassi di cambio.

Nel terzo quadrimestre del 2014, il settore bancario serbo era costituito da 29 banche, perlopiù possedute in maggioranza da gruppi stranieri. Come stimato dalla Banca Nazionale di Serbia nel marzo del 2014, il sistema bancario è stabile e altamente liquido.

Il CAR (Capital Adequacy Ratio) è superiore al 20% , quasi due volte più alto del minimo regolamentare stabilito in Serbia e due volte e mezzo più alto che in UE. In base a tutti i parametri, la liquidità del settore bancario viaggia su valori incredibilmente elevati.

Alla fine del 2013, gli asset liquidi avevano coperto il 38,5% degli asset totali ed il 62,2% delle passività di breve termine. In termini di quote degli asset del settore bancario nel suo complesso, le banche straniere più rilevanti sono quelle italiane ed austriache, seguite da quelle greche e francesi.

 

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