Archive for the Tasse In Italia Category


Tasse Tasse e ancora tasse – Aumentate le tasse sui capannoni in Italia

Confindustria Vicenza ha presentato, per il terzo anno, il Rapporto che analizza la fiscalità locale sugli immobili industriali della provincia prendendo in esame Imu, Tari e Tasi. Come spiega Barbara Ganz su Il Sole 24 Ore a pagina 8, il carico impositivo fiscale a livello locale è uno degli elementi che un’impresa prende in considerazione quando decide dove insediarsi, e purtroppo il veneto sta dando risultati pessimi in tal senso. Si tratta infatti dell’unità di misura dell’attrattività e della competitività di un territorio comunale. «L’analisi – spiega il presidente Luciano Vescovi – evidenza problemi di rilievo, come quello dell’omogeneità: per il solo 2016 si contano circa 500 aliquote. Questo per le aziende comporta problemi di tempo, aumenta il rischio di commettere errori e, conseguentemente, di subire sanzioni. Il nostro auspicio è che si giunga ad una semplificazione e magari ad un’aggregazione tra Comuni». Un altro tema preso ad esame è la pressione fiscale che ha subito un raddoppio sugli immobili strumentali tra il 2009 e il 2016.

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Flat tax – Tasse al 15% in Inghilterra e in America come in Serbia?

l’America e l’Inghilterra avranno la Flat Tax al 15% come in Serbia? Flat Tax – Da qualche tempo il presidente Donald Trump ha ipotizzato di abbassare le tasse in America. La flat tax ipotizzata da Trump per le imprese al 15% contro l’attuale 35%, è analoga ad un altra proposta della May in Inghilterra che vorrebbe ridurre la tassazione dal 20% al 15% e uniformarsi alla Flat tax presente in Serbia che oggi è al 15% sugli utili d’impresa.

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Dopo la Corte dei Conti, anche l’Ocse punta il dito sull’eccessivo peso del Fisco Italiano

TASSE, ANCHE l’OCSE PUNTA IL DITO CONTRO IL FISCO ITALIANO Dopo la Corte dei Conti, anche l’Ocse punta il dito sull’eccessivo peso del Fisco e dei contributi sulle buste paga degli italiani. Secondo i dati pubblicati dall’Organizzazione parigina, l’Italia è al quinto posto nella classifica relativa al peso delle tasse sui salari. Ed è una classifica nella quale stiamo scalando posizioni, con rammarico dei lavoratori: la Penisola era infatti sesta nel caso dei lavoratori ‘single’, mentre è passata dal quinto al terzo posto nel caso delle famiglie monoreddito. Il cosiddetto cuneo fiscale in Italia per un single senza figli è complessivamente al 47,8%, contro una media europea al 36 per cento. E’ una media superiore di oltre dieci punti rispetto agli altri. I (pochi) casi di incidenza ancora maggiore sono il Belgio (54%), la Germania (49,4%), l’Ungheria e la Francia (48,1%).

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Aprire azienda in serbia

Perchè aprire un azienda in Serbia? Aprire una azienda in Serbia in tempo dei crisi, è l’idea migliore che una persona pò avere e può rappresentare la soluzione ideale non solo per tutti coloro che vogliono gestire nel pieno rispetto della legge (pianificazione fiscale internazionale)  la loro attività, ma anche per chi desidera scappare dal continuo salasso rappresentato dal Fisco Italiano. A differenza di quanto avviene in Italia,  in Serbia le giovani imprese godono di numerose agevolazioni quando entrano sul mercato con i loro prodotti o servizi. Ad esempio, infatti,  chi decide di aprire in Serbia una società con oltre 100 dipendenti, è  esonerato dal pagamento delle tasse per dieci anni. Inoltre, dovete sapere che un’azienda con sede legale in Serbia non è tenuta a pagare alcune tassa in Italia, anche se la sede serba della società fosse rappresentata solamente da un ufficio virtuale che vi forniamo su richiesta. Tutti questi vantaggi rendono particolarmente conveniente il trasferimento all’estero della vostra attività,  questa operazione già stata effettuata da molti imprenditori Italiani che sono scappati al vorace fisco,  grazie anche ad aziende come Insieme Italia Serbia.

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Aprire società in Serbia Gratis

Ma perchè dovresti aprire una società in Serbia? Le motivazioni sono molte per cui dovresti aprire una società in Serbia! La più importante e che puoi pagare meno tasse sulla produzione o sulla gestione e fornitura di servizi. Operando dalla Serbia puoi operare in tutto il mondo e paghi solo il 15% di tasse e apri bene le orecchie paghi solo sugli utili d’impresa. Oggi, aprire una società in Serbia è la soluzione migliore per chi come te vuole sfuggire alla morsa del vorace fisco italiano e guadagnare. I principali vantaggi di un’attività in Serbia, oltre a quelli anticipati, possono essere: La posizione centrale nei Balcani e un accordo di libero scambio con la Russia, nonchè i rapporti commerciali con l’Italia; Un tasso d’imposta del 15% sull’utile aziendale; I ridotti costi della manodopera; Il capitale sociale contenuto per costituire società Srl (d.o.o.) o Spa (a.d.); Finanziamenti proporzionati ai posti di lavoro creati; Agevolazioni fiscali per gli investimenti. Moltissime persone oggi in tempo di crisi partono per fare fortuna in altri paesi  e molte aprono una società in Serbia.

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Putin: é un bene che la Serbia esporti più Alimenti verso la Russia

L’export della Serbia verso la Russia va a Gonfie Vele. Complice un Embargo “idiota” che ha penalizzato le aziende italiane che esportavano verso la Russia e che oggi si ritrovano a fare i conti con le frontiere delle a Russia chiuse ai loro prodotti. La Serbia e altri Paesi (Israele incluso) non hanno perso tempo e hanno colto la palla al balzo. Infatti stanno esportando derrate alimentari verso la Russia. Vucic il primo ministro della repubblica di Serbia durante il suo viaggio in Russia ha dichiarato: “La Serbia è grata alla Russia per il suo costante supporto nei consessi delle Nazioni Unite, dell’Unesco e in tutti gli altri dove essa prova a tutelare la sua integrità territoriale ma ha anche un suo spirito amante della libertà” così ha esortato il primo ministro serbo Aleksandar Vucic prima del suo incontro a Mosca con il presidente russo Vladimir Putin.

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Unicredit Focus on Balcani a Brescia

Nell’ambito della collaborazione tra l`Associazione Industriale Bresciana e UniCredit in tema di internazionalizzazione, quale elemento chiave di crescita, competitività, salute e dinamicità del sistema economico-finanziario e del tessuto industriale, è stato organizzato un forum paese dedicato all’area dei BALCANI, in particolare alla Bulgaria, Romania e Serbia . International Forum: Focus on Balcani – Crescita economica e opportunità per le imprese – AIB, 20.11.2015   L’iniziativa si è svolta in modo simile alla manifestazione che si è tenuta in Roma e ha visto la partecipazione di 50 aziende Italiane. A Brescia si è tenuta in data 20 novembre p.v. presso la sede dell’Associazione Industriale Bresciana, Via Cefalonia – 60, Sala A, dalle ore 10:00 alle 13:00, con accreditamento alle ore 9:30. qui sotto il programma e l’ordine degli interventi.

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UniCredit : nuove nomine ai vertici in Serbia , Croazia e Austria

A seguito della nomina di Robert Zadrazil come nuovo amministratore delegato della controllata austriaca, Bank Austria, dal primo marzo, UniCredit annuncia alcune ulteriori nomine in Austria, cosi’ come in Croazia e in Serbia. A questo proposito, sono state decise le seguenti nomine, che sono soggette a ricevere tutte le necessarie approvazioni regolamentari. In Serbia, Mauro Maschio, attualmente DG e vice presidente vicario del Cdg di Ukrsotsbank (UniCredit Bank Ucraina), diventera’ ceo di Unicredit Bank in Serbia. In questo caso la nomina avrà luogo subito dopo il completamento della transazione di Ukrsotsbank con Alfa Gruppo, annunciata lo scorso 11 gennaio, specifica il comunicato.

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Serbia – Boom delle società fantasma evasione per 13,5 miliardi!

Il fisco serbo ha trovato solo nel 2015 ben 230 società fittizie / società fantasma che danneggiano lo stato.  La maggioranza di queste società che vengono costituite sul territorio della Repubblica di Serbia opera nel settore delle fatturazioni false per giustificare la presenza di merci illegali nel paese. Ci sono migliaia di aziende senza dipendenti, e molte aziende sono state aperte con identità rubate. Le società fantasma operano e scompaiono senza lasciare traccia. L’indirizzo commerciale della loro sede legale non fa menzione a qualsiasi ufficio o azienda, il più delle volte se ci si reca sul posto non si trova nulla. L’amministrazione fiscale serba solo nel 2015 ha rivelato più di 230 compagnie fantasma e società ‘lavatrici’ che sono utilizzate per ripulire il danaro, e ha scoperto che l’evasione raggiunge la cifra di oltre 13,5 miliardi di dinari, se facciamo il cambio euro dinaro che sta a 120 dinari per un euro il calcolo è presto fatto.

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Panama Papers coinvolti ben 35 Paperoni SERBI – Toza Markovic e Agragold nel mirino del fisco

I panama Papers coinvolgono anche diversi paperoni Serbi che si sono mossi fuori dei confini Nazionali. Pechè investire in paradisi fiscali Black List quando puoi investire in sicurezza e guadagnare in paesi white list come la Serbia? In Serbia, operano attualmente ben 37 aziende i cui proprietari sono rimasti coinvolti nei Panama Papers. Panama è considerata una zona off-shore, e in questo momento è al centro del più grande scandalo mondiale “Panama Papers” Ma chi è Ramon Fonseka?  Panama può essere paragonata a un Paradiso Fiscale dove si pagano zero tasse e il signor Ramon Fonseka è stato conosciuto dal grande pubblico quando sono trapelate le informazioni dei dossier della sua compagnia che gestiva le informazioni di oltre 3.000.000 di documenti che coinvolgono quasi tutti gli stati del mondo. Il materiale compromettente è stato raccolto dallo studio legale in oltre 40 anni di lavoro. In Serbia ben 28 titolari d’azienda hanno completamente nascosto la propria identità attraverso l’uso di prestanomi e fiduciari messi a disposizione della società di Panama. Altre aziende, oltre agli imprenditori sono presenti in zona Off-Shore e anche nell’isola di Cipro che ancora oggi è considerata poco sicura per gli investimenti. Diversi Imprenditori Serbi sono rimasti coinvolti. Alcuni di essi sono noti al pubblico e in chiaro conflitto con la legge.

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