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Come aprire un conto deposito in Serbia?

Vuoi mettere al sicuro i risparmi facendo un buon investimento? Da tempo i correntisti italiani si rivolgono agli istituti di credito esteri per mettere al riparo il propri risparmi o i propri investimenti , dobbiamo dire per correttezza dell’informazione che molte volte ci viene negata che in alcuni paesi si applicano interessi davvero vantaggiosi sulle somme depositate / investite negli istituti bancari. Ora anche tu puoi scoprire come aprire un conto deposito in Serbia e se è conveniente in pochi semplici passi. La fiducia nelle banche italiane come ben sai è calata negli ultimi anni, soprattutto da parte di chi intende aprire un conto deposito e far fruttare i propri sudati risparmi. Nonostante le tantissime offerte di investimento nei conti deposito in Italia sia ampio, come ampia è la garanzia sui conti, alcuni risparmiatori sono attratti da istituti oltre frontiera che offrono interessi anche fino all’11%: fra questi figurano le banche serbe. Come aprire un conto deposito in Serbia? Ecco cosa fare e cosa bisogna sapere su vantaggi e rischi.

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Bail-In #Prelievoforzoso in Europa è meglio emigrare in un altro paese?

Bail-In / Prelievo forzoso Scopri alla fine come proteggerti da questa Rapina. Da oggi è ufficiale è entrato in vigore  il Bail-in in Europa (prelievo forzoso), ovvero la possibilità da parte delle Banche mettere la mani nei conti correnti dei risparmiatori  in caso di problemi di liquidità per scongiurare il fallimento. Ma facciamo un passo indietro, ma che è potuto accadere che si arrivasse a questa follia? Che cosa dicono i professori dell’economia nostrana? Ad oggi i professori come il dott. Patueli giustificano tale provvedimento dicono che: “ammontare complessivo di 800 miliardi di euro di aiuti alle banche dell’Eurozona in questi anni di crisi finanziaria, solo una piccolissima fetta riguarda l’Italia. La somma degli aiuti di stato, da quanto emerge dai dati Bce, rappresenta l’8% del Pil aggregato dell’area euro (con meno della metà, il 3,3% che al momento è stato restituito), mentre per quanto concerne l’Italia gli aiuti alle banche hanno rappresentato solo lo 0,1% del Pil.” Mettiamo subito in chiaro che questo intervento di “Salvataggio”  è stato fatto sulla schiena degli stati membri dell’unione Europea che hanno stratassato i loro cittadini per salvare le banche private presenti nei vari stati.

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Allarme Prelievo forzoso – 4 Banche a rischio

E ora cominciamo a fare i conti Bail-in mette a rischio ben 4 Banche Italiane a rischio fallimento prima di gennaio 2016. I correntisti possono cominciare a tremare. Oggi la notizia è che il bail-in mette a rischio la stabilità del sistema bancario italiano ancor prima di entrare in vigore Se entro fine anno non arriverà il via libera dalla Commissione europea al decreto delegato che avvia il piano di salvataggio da 2 miliardi di euro quetse Banche saranno sicuramente coinvolte nel prelievo forzoso: Banca Marche Banca Etruria CariFerrara CariChieti   tutte e 4 queste Banche sono in fase dissesto finanziario. È quanto emerso ieri in sede di audizioni in Senato, ove, oltre alla necessità di giungere a un punto fermo sugli schemi di recepimento della direttiva 59/2014/Ue sul risanamento delle crisi bancarie, si è sottolineata la delicatezza nell’avere l’ok da Bruxelles sul decreto delegato che sblocca i fondi previsti per il salvataggio dei quattro istituti in difficoltà e a rischio fallimento.

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Banche Sicure Fuori zona UE – Serbia

Con l’arrivo del Bail In o prelievo forzoso probabilmente sia te che moltissime altre persone si staranno facendo la stessa domanda:   Quali sono le Banche o Istituti Bancari più sicuri?  Devi sapere che IL Bail IN o prelievo forzoso è una norma in vigore solo in Europa gli stati esterni alla zona EU ovvero gli stati confinanti che non fanno parte della comunità Europea non subiscono gli effetti di questo norma “risparmicida” o “furto legalizzato”.   Keywords: Description: Bail in  L’accordo europeo sul bail-in è stato firmato nel giugno del 2013, dopo il salvataggio di Cipro. L’Italia ha recepito a luglio la Direttiva che diventerà operativa dal gennaio del 2016. Per i correntisti la novità sono rilevanti: viene introdotta la “compartecipazione” – nel caso di un dissesto – dei correntisti e degli investitori per pagare parte del debito e quindi evitare il fallimento. Ignazio Visco ha avvisato banchieri e correntisti: le nuove regole «non consentono d’ora in poi il salvataggio di una banca senza un sacrificio significativo da parte dei suoi creditori». Solo in un secondo momento potrà intervenire lo Stato (bail-out). Prelievo forzoso Da alcuni giorni si sente parlare con grande intensità di un nuovo prelievo forzoso sui conti correnti, che ha messo in allarme tutti i risparmiatori d’Italia. E’ una bufala o qualcosa di concreto, sotto sotto, c’è sul serio?Cerchiamo di capirci di più.Molto semplicemente, tutto deriva da un’operazione quasi di routine per il Parlamento italiano, ossia l’approvazione delle Camere delle direttive comunitarie che da Bruxelles vengono inviate agli stati membri dell’organismo sovranazionale per l’adozione all’interno dei singoli sistemi legislativi.Venerdì scorso, all’ordine del giorno la Camera dei deputati ha posto in votazione ben 58 di questi documenti provenienti dalle istituzioni comunitarie, tra cui la direttiva Europea 2014/59/UE diramata dal Parlamento europeo il 15 maggio 2014, la quale “istituisce un quadro di risanamento e risoluzione degli enti creditizi e delle imprese di investimento”.Nel provvedimento di cui sopra, viene istituito il ricorso allo strumento del bail-in tra le possibili vie di risoluzione di situazioni di criticità degli enti di credito negli Stati che ovviamente hanno ratificato il documento emanato da Strasburgo. Direttiva europea 2014 59  Attuazione della direttiva 2014/59/UE (Risoluzione crisi enti creditizi) Atto del Governo 209https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00940752.pdf   Devi anche sapere che la Serbia è uno stato moderno in pieno sviluppo. Potresti addirittura considerarla la Cina in Europa, senza però essere in Europa (500 km da Trieste).

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