Posts Tagged delocalizzare


Ditre Italia attiva la delocalizzazione produttiva in Serbia

La Ditre Italia  parte alla conquista della zona franca di Vranje La Ditre Italia che produce salotti nella provincia di Treviso è in procinto di delocalizzare aprire propri stabilimenti produttivi nella zona franca di Vranje, in Serbia. La società DitreItalia vanta un’esperienza pluridecennale nel settore dell’imbottito. Dagli esordi, con la fondazione nel 1976 per opera dei fratelli De Marchi, all’epoca terzisti, dello stabilimento di San Martino di Colle Umberto, il costante miglioramento delle performance imprenditoriali ha portato l’attività a crescere rapidamente, passando da una dimensione artigianale a quella dell’azienda attuale. La Ditre Italia, mobilificio con sede a Cordignano (Treviso) ha deciso di delocalizzare la produzione in Serbia.

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2016 – Perchè delocalizzare in Serbia?

Delocalizzare o non delocalizzare? Questo è il problema. Perche rimanere in italia e sostenere costi di gestione e tasse e burocrazia incredibili, quando puoi delocalizzare tranquillamente a 500 km dall’Italia (Trieste) e impiantare una azienda produttiva con gli stessi costi che avevano gli imprenditori in Cina 20 anni fa? Delocalizzare in Serbia conviene? Molti imprenditori si fanno questa domanda e la risposta è SI!!! Perchè conviene delocalizzare in Serbia nel 2016? Le motivazioni che portano a delocalizzare un attività produttiva in serbia sono molteplici: La tassazione nel paese è pari al 15% sugli utili d’impresa Il paese è in forte crescita e gode di una buona stabilità sia economica che politica ed ha un aggressivo piano di sviluppo per il 2016 Si trova personale qualificato e ben istruito multilingua /italiano/inglese Ci sono incentivi in danaro governativi per chi assume sopra i 50 dipendenti Ci sono incentivi fiscali governativi per chi si insedia e assume sul territorio serbo L’investitore straniero può investire a aprire un azienda anche se non è residente nel paese. Le zone franche del paese (dove non si paga IVA e si produce in esenzione dazi) sono state portate da 7 a 13 in tutto il paese. I comuni sono fortemente interessati politicamente a sostenere le imprese che si insediano nei loro territori con aiuti di vario genere (terreni, capannoni etc.. ). Esistono linee di finanziamento che sostengono le imprese italiane che decidono di trasferirsi all’estero. I costi gestionali d’esercizio sono tra i più bassi d’Europa e la mano d’opera costa meno che in Cina.   Keywords: Description: Belgrado News Belgrado, il 12 gennaio 2016 – Il presidente del Governo della Repubblica di Serbia Aleksandar Vucic ha dichiarato oggi che la costruzione del progetto Belgrado sull’acqua contribuirà notevolmente alla crescita del PIL, all’aumento della totale industria edile, ma anche delle capacità e possibilità delle nostre compagnie edili. Durante la visita ai lavori sulla realizzazione di quel progetto, Vucic ha stimato che Belgrado sull’acqua sarà uno dei posti più attraenti in Europa, specie se si considera la sicurezza che il nostro paese offre. Passeggiando al Lungofiume Sava fino al sito della costruzione delle prime due torri di condominio, lui ha annunciato che i lavori sulla grande torre nell’ambito di questo progetto cominceranno già alla fine del gennaio, stimando che i lavori si stanno svolgendo bene. Belgrado sarà molto diversa, non solo per quanto all’offerta turistica, ma anche nel senso delle nuove imprese edili, della cultura e la tradizione. Vucic ha inoltre detto che nei prossimi tre mesi la Stazione dei pullman Lasta sarà trasferita nel quartiere Blok 42 a Novi Beograd, mentre in questo anno comincerà anche la grande ricostruzione delle facciate in via Kosancicev Venac. Secondo le sue parole, la Città di Belgrado e la Repubblica insieme completeranno 40 facciate, sarà ordinato lo spazio che porta al parco Kalemegdan, e che anche gli stranieri capiranno perché la città si chiama proprio Belgrado. Delocalizzare Il fenomeno va inserito nell’ambito del commercio internazionale che, sebbene strettamente legato alla società moderna, trova […]

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Geox delocalizza nella zona franca di Vranje in serbia

31 gennaio 2016 Geox apre anche nella zona Franca di Vranje in Serbia Il colosso della Calzatura trevigiano Geox ha deciso di delocalizzare e allargare la propria produzione anche nel comune di Vranje in Serbia La news è che presto in Serbia nella zona Franca di Vranje si apriranno nuovi stabilimenti di produzione. Gia il 4 settembre del 2014 il sindaco di Vranje, Zoran Antic e un rappresentante della famosa azienda italiana Geox avevano sottoscritto la consegna delle opere realizzate per la costruzione dell’insediamento produttivo. L’opera di livellamento del terreno per permise l’inizio e la costruzione degli stabilimenti nella Free Zone/zona franca, aveva interessato una area di 50.000m² su di una superficie complessiva di ben 60.571m². Ricordiamo che all’epoca la città di Vranje e il gruppo Geox, con quell’atto hanno concluso uno dei passi più importanti per questa delocalizzazione. Grazie a quella firma si è potuto procedere e andare avanti nell’accordo quadro del progetto di delocalizzazione e insediamento stipulati con la Repubblica di Serbia. L’accordo prevede diritti e doveri in materia di investimenti, inclusa la costruzione di un impianto di produzione a Vranje da parte della Geox. La città di Vranje e Geox nell’agosto del 2012 avevano concluso il contratto di alienazione del terreno edificabile di proprietà pubblica senza indennizzo. Il piano previsto nell’accordo sottoscritto con il Governo e il comune di Vranje è quello di assumere 1.250 lavoratori. 

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8 milioni di euro alla Italiana Vibac da parte del Governo Serbo

Nel 2015 a Jagodina ha aperto l’azienda Italia VIBAC Il primo ministro della Repubblica di Serbia Vucic in quell’occasione ha detto che “in questo affare il Governo della Serbia ha adempito tutti gli obblighi e ha investito otto milioni di euro, mentre il partner italiano ci ha investito 60 milioni di euro.” Nella foto a sinistra il presidente del Governo della Repubblica di Serbia Aleksandar Vucic mentre assiste al taglio del nastro augurale della fabbrica della compagnia italiana Vibac a Jagodina, nella quale ora vengono impiegate più di 300 persone. Aleksandar Vucic ha espresso gratitudine al presidente dell’Assemblea della città di Jagodina perché ha trovato l’investitore e ha procurato così il lavoro per 340 persone. Il premier ha ricordato che Serbia è uscita dalla recessione in un anno difficile nel quale ha iniziato il consolidamento fiscale e ha detto che il paese non andrà più in recessione, bensì sarà sulla strada della dinamica crescita economica.

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