Tasse Tasse e ancora tasse – Aumentate le tasse sui capannoni in Italia

Confindustria Vicenza ha presentato, per il terzo anno, il Rapporto che analizza la fiscalità locale sugli immobili industriali della provincia prendendo in esame Imu, Tari e Tasi.

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Come spiega Barbara Ganz su Il Sole 24 Ore a pagina 8, il carico impositivo fiscale a livello locale è uno degli elementi che un’impresa prende in considerazione quando decide dove insediarsi, e purtroppo il veneto sta dando risultati pessimi in tal senso.

Si tratta infatti dell’unità di misura dell’attrattività e della competitività di un territorio comunale.

«L’analisi – spiega il presidente Luciano Vescovi – evidenza problemi di rilievo, come quello dell’omogeneità: per il solo 2016 si contano circa 500 aliquote. Questo per le aziende comporta problemi di tempo, aumenta il rischio di commettere errori e, conseguentemente, di subire sanzioni. Il nostro auspicio è che si giunga ad una semplificazione e magari ad un’aggregazione tra Comuni».

Un altro tema preso ad esame è la pressione fiscale che ha subito un raddoppio sugli immobili strumentali tra il 2009 e il 2016.

«Il rapporto è una simulazione su un capannone-tipo di 5mila mq e su un ufficio-tipo di 500 mq – spiega Piergiorgio Mondini dell’Area Fiscale, curatore dell’indagine -. I risultati mostrano come quest’anno la pressione fiscale rallenti dello 0,40% sui capannoni: sostanzialmente, si è tornati ai livelli del 2014».

Arzignano resta il comune più oneroso, a seguire San Nazario, Crespadoro, Lonigo e Grisignano di Zocco.

Si posizionano a metà classifica:

  • Thiene
  • Vicenza
  • Schio
  • Bassano
  • Valdagno

Il 90% dei comuni comunque ha Imu e Tasi che superano il minimo consentito dalla legge, e in totale i Comuni mediamente esercitano l’81% della pressione fiscale massima consentita.

Non mancano però esempi virtuosi:

  • Thiene ha ridotto del 50% la Tasi,
  • Cartigliano ha ridotto la Tari,
  • Breganze si è avuto un “travaso” di tassazione da Imu (deducibile dall’Ires al 20%) alla Tasi (deducibile al 100%).

Il Rapporto evidenzia come, rispetto al 2015, il 40% dei comuni abbia ridotto le aliquote sui capannoni, che sono invariate per il 18% e aumentate per il 42%.

 

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